Mini pacchi provenienti da Paesi terzi: in vigore il NUOVO dazio da 3 euro

Per il consumatore finale comprare beni online da Paesi terzi costa di più.

Scattato dallo scorso 1 LUGLIO il nuovo dazio imposto dall’Unione europea sulle vendite a distanza (on line) e sui pacchi postali.

Il nuovo dazio di euro 3 e si applica sulle spedizioni e sui pacchi postali di valore intrinseco non superiore a 150 euro e per articolo e, data la sua natura di tributo, al dazio andrà aggiunta anche l’Iva (salvo l’utilizzo del regime speciale Ioss).

Escluse dal dazio le importazioni di beni che vengono importate direttamente dal consumatore finale e che vengono trasportate, dallo stesso, nel proprio bagaglio.

Inoltre:

  • se più beni vengono spediti insieme, ma hanno classificazione univoca subiranno il dazio di tre euro una sola volta (cliente che compra e riceve in un’unica spedizione cinque magliette di cotone: pagherà euro 3 di dazio);
  • se i beni spediti sono di “natura diversa” pagheranno il dazio di euro 3 moltiplicato il numero dei diversi pezzi spediti (cliente che compra e riceve con un’unica spedizione una maglietta di lana e una maglietta di fibra sintetica: pagherà 6 euro di dazio).

La misura ha lo scopo principale di colpire le piattaforme di e-commerce che, attraverso un flusso costante e incontrollato di piccoli pacchetti (nel 2025 ha raggiunto quota 5,9 miliardi di euro), generano pericolosi fenomeni sia in termini fiscali che di tutela e sicurezza del consumatore finale; la misura anticipa:

  • l’introduzione dal 1° ottobre di un “contributo nazionale” di euro 2 per il controllo delle importazioni di modico valore;
  • l’introduzione dal 1° novembre di una “commissione unionale” di importo variabile fino a euro 2 che, secondo il testo unionale, dovrà comportare, da parte di ciascun Paese, l’abolizione del “contributo nazionale” di cui al punto precedente;
  • la definitiva soppressione della franchigia daziaria anche per tutte le importazioni di beni di valore superiore a  euro 150.

Il nuovo dazio si applica al momento dell’importazione nell’Unione europea con la presentazione della relativa dichiarazione doganale; responsabile del corretto pagamento è colui che presenta la dichiarazione doganale, c.d. “dichiarante”.

Nelle vendite online, ma anche nelle spedizioni postali, che riguardano il consumatore, generalmente, il dichiarante è: la piattaforma, il venditore, il vettore, lo spedizioniere doganale; solo residualmente, altri soggetti (tra cui il consumatore finale) possono dichiarare le merci in dogana.

Seppur il ruolo del consumatore finale sia residuale rispetto al pagamento del dazio, sarà comunque colui che, presumibilmente, rimarrà finanziariamente inciso dal tributo e dell’Iva relativa; ciò, dipenderà dalle politiche commerciali adottate dai diversi operatori economici che potrebbero anche decidere di sopportare il costo del dazio.

Per non “scoprire” inattesi incrementi del costo dei beni ordinati, consigliamo di porre la massima attenzione nella lettura dele condizioni contrattuali delle varie transazioni.

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