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Si conclude il difficile percorso di uscita ordinata dell’Inghilterra dal sistema unionale.
Tra meno di 24 ore, dopo 47 anni, il Regno Unito uscirà dall’Unione Europea con effetti fiscali e doganali potenzialmente rilevantissimi.

Da venerdì 1° febbraio, UK lascerà definitivamente ed ufficialmente l’UE, ma nulla cambierà fino, almeno, al 31 dicembre 2020, poichè le “parti” hanno convenuto un termine di 11 mesi per definire i dettagli dell’accordo generale.

Le questioni sono infatti molte: oltre ai dazi, si sottolinea il tema generale della fiscalità di confine che si applica all’importazione, con termini e modalità radicalmente differenti rispetto alla movimentazione intraunionale delle merci.

L’Iva sarà riscossa in dogana abbandonando il sistema dell’acquisto intra Ue che consente l’assolvimento dell’imposta con il sistema del reverse charge che ha comportato sino ad ora minori esborsi finanziari.

A questa imposta si aggiungono le accise gravanti, per esempio, sui prodotti alcolici, oggetto di forti scambi tra i due sistemi doganali; anche queste imposte saranno applicate, di regola, all’importazione e la movimentazione seguirà nuove regole e nuovi vincoli.

Si aspetta, dunque, un anno di negoziati scandito da importanti aggiornamenti che le aziende, da subito, dovranno tenere in considerazione per arrivare pronti al rinnovato sistema di lavoro post Brexit.

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